Slot machine e lotterie una vergogna a Genova
Il gioco d'azzardo "è una nuova droga da cui bisogna guardarsi con grande determinazione e consapevolezza". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani e arcivescovo di Genova. Secondo il cardinale, anche le istituzioni "a tutti i livelli devono intervenire su questa piaga che corrompe il modo di pensare e quindi i costumi".
Sono 42 gli esercizi aperti a Genova e altre 14 licenze sono state richieste. A questo si aggiungano tutte le "macchinette" presenti ormai in ogni Bar, Tabacchino, ecc. ecc.
Un fiume di denaro che spesso mette in ginocchio le famiglie. E naturalmente chi è già 'povero' non potrà che finire in bancarotta tra l'indifferenza dei più.
Una vergogna verso la quale non si può tacere.
Allarmante il ruolo di uno Stato sempre più “biscazziere”. Dalla legalizzazione delle slot machine e delle scommesse online, è scoppiato un nuovo allarme: quello del gioco compulsivo o addirittura della dipendenza da gioco d’azzardo, un fenomeno dall’impatto sociale sempre crescente. Si chiede almeno di vietare la pubblicità dei giochi d’azzardo, ma da Roma nessuna marcia indietro: il business vale decine di miliardi l’anno per le disastrate casse nazionali.
Il gioco d'azzardo patologico è un disturbo del comportamento che ha delle affinità con le dipendenze da sostanze e con i disturbi compulsivi.
Infatti si manifesta con un persistente e non differibile bisogno di giocare con un progressivo aumento del tempo e del denaro impiegato nel gioco e con la compromissione dei vari ambiti della vita.
Il giocatore problematico investe più delle proprie possibilità economiche trascurando i normali impegni della vita per dedicarsi al gioco compromettendo pesantemente la sfera lavorativa affettiva e sociale.
Frequentemente manca nel giocatore la consapevolezza della problematicità della propria condotta che viene più facilmente colta dai familiari che lo circondano.
Sono molte le motivazioni che possono spingere una persona a giocare d’azzardo, tanto che sono state distinte quattro tipologie di giocatori:
Il giocatore sociale che sa governare gli impulsi distruttivi, usa il gioco come attività ricreativa e modalità di socializzazione
Il giocatore problematico usa il gioco per sfuggire ai problemi
Il giocatore patologico a causa di problemi psichici usa il gioco per distruggere inconsciamente se stesso e gli altri
Il giocatore patologico impulsivo/dipendente è mosso da impulsi irrefrenabili nell’attività del gioco.
Un giocatore patologico ha uno stato mentale diverso da quello non patologico perché vive episodi simili alla sbornia, con modificazioni della percezione temporale e stati di estasi ipnotica.
La dipendenza da gioco, caratterizzata dalla perdita di controllo si differenzia dal vizio del gioco che invece può essere controllato e interrotto senza conseguenze negative per la mente ed il fisico.
Così come per i gruppi di alcolisti e tossicodipendenti, si stanno diffondendo non solo in America ma anche in Italia i gruppi di giocatori anonimi e i gruppi di sostegno per i famigliari.
Non sembra però che a livello legislativo si riesca o si volgia affrontare il problema. Un dramma che invece necessita di rapide e forti risposte.











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